Una vita vissuta con passione

di Sila Cittadini
È una vita piena di passioni quella di Francesco Pellanda. Un sognatore con la passione dell’alpinismo, dell’arrampicata, dello sci e della fotografia, che dividendosi fra il Ticino e l’Engadina è riuscito a fare dei suoi sogni la sua ragion di vita, conciliando l’amore per la montagna con la famiglia e un lavoro come geomatico.

Tutto inizia con l’arrampicata

L’intervista non poteva che svolgersi all’aria aperta, presso i pozzi di Osogna, dove abita con la sua famiglia. Seguendo l’indole del padre, il figlio Elia, di 6 anni, si arrampica agilmente sulle rocce per tuffarsi dall’alto senza paura. Nato a Claro il 28 maggio del 1977, Francesco Pellanda ha iniziato ad arrampicare fin da piccolo, dedicandosi seriamente a questa attività all’età di 18 anni. Una passione che lo porta a vivere esperienze importanti e fuori dal comune come arrampicatore professionista, tra cui diverse spedizioni estreme in varie parti del mondo, con notti trascorse in bivacchi sospesi su pareti verticali ad altezze impressionanti, paesaggi spettacolari e tanti incontri arricchenti. La prima spedizione, durata 2 mesi, avviene in Argentina nel 2000. « Erano dei sogni, dei desideri che avevo e che sono riuscito a realizzare » spiega Francesco. « Ho sempre vissuto le spedizioni come un modo per conoscere me stesso e capire i miei limiti, sia psicologici che fisici, e scoprire altri mondi ». Ne seguono diverse altre, tra cui quella in Medio Oriente nel 2004, assieme all’alpinista Giovanni Quirici. In cambio di foto e resoconti da pubblicare su riviste specializzate, ottengono la sponsorizzazione del materiale da parte di una nota marca sportiva. Un’avventura intensa che li porta in Italia, Grecia, Turchia e Iran, purtroppo interrotta da un rientro forzato dopo cinque mesi, con una frattura alla gamba a causa della caduta di una lastra di sasso. Non mancano però anche gli aneddoti divertenti, come l’episodio dell’anno successivo negli USA, dove dopo una giornata trascorsa ad arrampicarsi in falesia per allenarsi, un turista si complimenta con loro per non avere perso il sorriso, nonostante avessero provato tutto il giorno senza arrivare in cima alla montagna. Nel 2006 la voglia di paesi nuovi lo porta ad un’altra spedizione in Pakistan, per arrampicare una parete verticale di 1500 m di roccia pura : il Trango Tower. «Un ricordo bellissimo di quella spedizione è quando, al ritorno dall’ascesa, abbiamo trovato le tende decorate con i fiori; l’ufficiale di collegamento ed il cuoco erano fieri che fossimo arrivati in cima, ci hanno accolti con torte e abbiamo festeggiato tutti insieme la nostra scalata».

Come arrampicatore lascia la sua impronta anche in Ticino, dove apre un paio di vie lunghe e un intero settore a Lodrino, con una ventina di percorsi. Quando pratica bouldering, ne approfitta per portare con sè Elia e la piccola Saphira, di 3 anni. Per conciliare questa attività con la famiglia, ora si dedica anche a corsi rivolti ai più giovani. «Se prima arrampicavo solo per me stesso, ora mi piace l’idea di poter trasmettere la mia passione agli altri. Diventa una sfida su altri livelli, che mi permette di confrontarmi da un altro punto di vista».

La passione per lo sci

Seguendo il desiderio di stare all’aria aperta e sciare tutti i giorni, a 26 anni decide di trascorrere l’inverno come monitore di sci in Engadina. In poche stagioni ottiene la patente di Maestro di sci e nel 2010 assieme ad altri quattro colleghi a St. Moritz crea Passionski, una scuola di sci privata per la quale continua tuttora a lavorare. « L’idea di aprire una scuola è nata un po’ per caso. Ho iniziato con la prima stagione 12 anni fa e mi è piaciuto. Fare il maestro in quel modo però non mi bastava; volevo continuare ma non c’erano tanti sbocchi per sviluppare le mie idee. Tramite Passionski vogliamo trasmettere la nostra passione per lo sci con la massima professionalità, offrendo un insegnamento di qualità e un buon servizio alla clientela, impegnandoci ogni anno a presentare un nuovo progetto. Ad esempio, a partire da questa stagione offriremo anche corsi rivolti a persone portatrici di handicap, mentre per il 2017 organizzeremo di andare in Giappone a fare sci escursionismo e sciare su pista».

Anche se non è sempre facile, la scuola funziona bene e conta 7 maestri patentati fissi, che diventano una quindicina durante l’alta stagione, e offre lezioni private sia di sci che di snowboard, uscite fuori pista ed escursioni con le pelli di foca.

In Engadina conosce anche la moglie Mirjam, pure lei maestra di sci, iniziando insieme una vita alternata tra le estati a Osogna e gli inverni a Celerina. Anche con i due bimbi riescono ancora a conciliare la famiglia con l’attività della scuola di sci, trascorrendo buona parte dell’inverno tutti insieme a St. Moritz. « Mjriam mi lascia libero e mi appoggia tanto. È riuscita a trasmettermi tante cose nuove, portandomi un buon equilibrio » ci confida.

Una scuola di vita

Sempre la montagna lo porta a sviluppare un’altra delle sue passioni, la fotografia, privilegiando le immagini di azione su pareti rocciose o nei pendii innevati.

Dal 2015 anche guida alpina, riesce ad essere piuttosto attivo anche in questo settore. « L’arrampicata per me ha sempre rappresentato una scuola di vita, che cerco di applicare anche nella quotidianità. Mi piace provare le cose fino in fondo. Tuttavia, come in montagna, penso che anche nella vita di tutti i giorni bisogna dare tutto il possibile, ma bisogna anche essere capaci a rinunciare e non avere rimpianti, in qualsiasi ambito ». Ora gli piacerebbe riuscire a crearsi una piccola clientela anche in Ticino, integrando maggiormente l’arrampicata anche come guida alpina, mentre nel tempo libero sta riattando con le sue mani la casa di Osogna, quasi terminata dopo 5 anni di lavoro. « Non diventerò sicuramente ricco, ma vivo la mia vita come voglio » specifica Francesco. «È importante riuscire a seguire i propri sogni e cercare di realizzarli. È un po’ la mia filosofia di vita ; se qualcuno ha un sogno questo può realizzarsi. Sono convinto che quello che si pensa si materializza, in un modo o nell’altro i nostri pensieri si concretizzano ».

Quando gli chiediamo dei suoi progetti futuri, spiega che ora vuole dare la priorità alla famiglia e conclude l’intervista citando una bella massima dell’amico Giovanni Quirici, scomparso nel 2011 : « Lasciamo spazio all’impossibile per renderlo possibile! ».

Von |2017-11-08T12:22:38+00:00November 19th, 2016|0 Kommentare

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